Francia
Richiamo prodottoLa Francia ritira un succo di mela biologico per presenza di patulina, una micotossina
Il portale ufficiale francese RappelConso, che raccoglie i richiami dei prodotti di consumo, ha pubblicato il 9 ottobre 2026 la scheda di un richiamo volontario di succo di mela biologico, commercializzato in confezioni di cartone da 20 centilitri e in confezioni da sei. Il motivo è la presenza di micotossine, in particolare patulina. Il richiamo è effettuato da una catena di supermercati che lo ha venduto in tutto il territorio francese, senza un ordine prefettizio, e il prodotto si conserva a temperatura ambiente, il che favorisce la sua permanenza nelle dispense delle famiglie.
La patulina è una micotossina prodotta da funghi microscopici, soprattutto del genere Penicillium, che possono svilupparsi su frutta danneggiata o conservata male prima della spremitura. È il contaminante classico dei succhi e delle composte di mela, perché la frutta marcia o ammaccata è la via d'ingresso. La scheda spiega che questo tipo di sostanze può formarsi sui vegetali durante la coltivazione o la conservazione, e che il rischio per la salute compare con un consumo elevato e ripetuto, non con un'assunzione isolata.
Ai consumatori si chiede di smettere di consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita, dove spetta il rimborso. La scheda include un numero di telefono del servizio clienti e ricorda che, se il prodotto è ancora in vendita in qualche negozio, è possibile segnalarlo alla piattaforma pubblica SignalConso. Poiché il succo si vende senza refrigerazione e si consuma nell'arco di settimane, è probabile che una parte del volume sia già uscita dai punti vendita prima dell'avviso.
Per l'industria dei succhi e dei nettari, il caso è un promemoria del fatto che il controllo della patulina inizia al ricevimento della frutta: selezione di mele sane, scarto di quelle danneggiate e analisi chimica del lotto, con limiti massimi fissati dalla normativa europea, più rigorosi per gli alimenti destinati a lattanti e bambini piccoli. Si tratta di un pericolo chimico che si misura con la cromatografia, non con la PCR, per cui i kit di TAAG, che rilevano microrganismi, non si applicano a questo richiamo; aiutano invece a sorvegliare la contaminazione microbica della stessa linea di produzione.
Fonte originale: rappel.conso.gouv.fr ↗
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